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Testo Unico adempimenti e accertamento pubblicato in GU

6 Agosto 2026 in Normativa

Con il decreto legislativo 5 agosto 2026, n. 141, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del 6 agosto 2026 (Supplemento Ordinario n. 28/L), è stato approvato il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento e disposizioni di coordinamento e correttive relative ai testi unici di cui all’articolo 21, comma 1, della legge 9 agosto 2023, n. 111, recante delega al Governo per la riforma fiscale.

Scarica il nuovo Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento.

Si tratta di un provvedimento particolarmente corposo, 368 articoli suddivisi in tre Parti, che riorganizza in un unico corpo normativo regole finora sparse in decine di leggi e decreti diversi, alcuni risalenti agli anni Settanta. 

Il testo interessa tanto il contribuente privato, che vi trova disciplinati adempimenti quotidiani come la dichiarazione dei redditi, quanto il professionista e l'operatore del settore, che dovranno orientarsi nella nuova numerazione degli articoli.

Perché nasce questo Testo Unico

Il provvedimento dà attuazione all'articolo 21, comma 1, della legge delega per la riforma fiscale, la n. 111 del 9 agosto 2023, come successivamente modificata. 

La delega chiedeva al Governo di riordinare il sistema tributario mediante testi unici settoriali, individuando le norme vigenti, coordinandole tra loro e abrogando espressamente le disposizioni incompatibili o non più attuali. 

Il Testo Unico su adempimenti e accertamento si aggiunge così ai testi unici già pubblicati negli ultimi due anni su sanzioni tributarie, tributi erariali minori, giustizia tributaria, versamenti e riscossione, imposta di registro e altri tributi indiretti, IVA e imposte sui redditi, completando il disegno di riordino complessivo della materia fiscale (vedi Codici e Testi Unici).

Il decreto contiene inoltre alcune disposizioni di coordinamento formale con il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi, per allineare i rinvii normativi tra i due testi.

La struttura: tre Parti tra adempimenti, comunicazioni e controlli

Il testo è organizzato in modo da seguire il percorso naturale del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria: prima gli obblighi da assolvere, poi gli strumenti di collaborazione e infine i poteri di controllo e accertamento.

Parte Contenuto principale
Parte I
Adempimenti, comunicazioni e dichiarazioni
Anagrafe tributaria e codice fiscale, anagrafe dei rapporti finanziari, opzioni in materia di imposte sui redditi e IVA, semplificazione digitale degli adempimenti, comunicazioni per gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e per i dati IVA, dichiarazioni dei redditi e IVA
Parte II
Collaborazione, controlli e accertamento
Concordato preventivo biennale, adempimento collaborativo, poteri e cooperazione amministrativa degli Uffici, controlli e accertamento su imposte sui redditi, IVA, imposta di registro e tributi erariali minori, accertamento con adesione
Parte III
Disposizioni transitorie e finali
Norme di raccordo, abrogazioni e decorrenza di applicazione del Testo Unico

Nella Parte I trovano posto le regole su anagrafe tributaria e attribuzione del codice fiscale, finora contenute nel D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605, insieme alle comunicazioni periodiche (ISA, dati IVA) e alla disciplina delle dichiarazioni annuali. 

La Parte II, la più estesa, raccoglie sia gli strumenti "collaborativi" tra Fisco e contribuente – il concordato preventivo biennale e l'adempimento collaborativo per le grandi imprese – sia i poteri istruttori degli Uffici e le regole di accertamento differenziate per tipologia di imposta, fino all'accertamento con adesione.

Cosa cambia per contribuenti e professionisti

Il Testo Unico non introduce, come regola generale, nuovi obblighi sostanziali.

Il suo scopo dichiarato è raccogliere, coordinare e rendere sistematiche norme già vigenti, spesso disperse in provvedimenti stratificati nel tempo, correggendo incongruenze formali e rinvii superati. 

Per il contribuente privato questo si traduce in un unico riferimento normativo più semplice da consultare per capire, ad esempio, come funziona l'anagrafe tributaria o quali sono gli obblighi dichiarativi. 

Per il professionista e per gli operatori del settore, l'impatto pratico maggiore riguarda invece la nuova numerazione degli articoli: riferimenti oggi familiari, come gli articoli del D.P.R. 600/1973 sull'accertamento delle imposte sui redditi, dovranno essere aggiornati con la corrispondente collocazione nel nuovo testo, dato che le vecchie disposizioni vengono espressamente abrogate.

Abrogazioni e decorrenza dal 2027

L'articolo 367 del Testo Unico elenca in modo puntuale le norme abrogate: si tratta, in particolare, di gran parte del D.P.R. 600/1973 sull'accertamento delle imposte sui redditi, del D.P.R. 605/1973 sull'anagrafe tributaria e il codice fiscale, del D.Lgs. 218/1997 sull'accertamento con adesione, oltre a numerose altre disposizioni di leggi e decreti succedutisi nei decenni. 

Una clausola di raccordo prevede che i riferimenti normativi contenuti in altre leggi, regolamenti o atti, ancora rivolti alle norme abrogate, si intendano automaticamente riferiti alle corrispondenti disposizioni del nuovo Testo Unico. 

Un punto operativo importante riguarda la decorrenza, come stabilito dall'articolo 368, le disposizioni del Testo Unico si applicano a partire dal 1° gennaio 2027, lasciando quindi un margine temporale per l'adeguamento di prassi, software gestionali e materiali informativi da parte di uffici, intermediari e contribuenti.

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