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L’assegno invalidità va raddoppiato, dice la Consulta

25 Giugno 2020 in Rassegna Stampa
Fonte: Corte Costituzionale

E' apparso ieri sul sito della Corte costituzionale  un comunicato che annuncia  a breve la pubblicazione di una importante sentenza . I giudici delle leggi ne anticpano il contenuto e affermano che i circa 285 euro mensili, previsti  oggi dalla legge, prima dei sessant'anni,  per le persone totalmente  inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita. Questo viola senza alcun dubbio l'art 38 della Costituzione che garantisce agli  inabili totali al lavoro il diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
La  questione di legittimità  costituzionale era stata sollevata dalla Corte d’appello di Torino  sul caso di una persona  affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno.  La Corte ha ritenuto che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia  manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al  lavoro i “mezzi necessari per vivere” . 

Viene anche  affermato che il cosiddetto “incremento al milione” (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto, per vari trattamenti pensionistici,  dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2011, e oggi per effetto dell'inflazione fissato a 651,51 euro mensili (con adeguamento al reddito, anche del coniuge) ,   debba essere assicurato agli  invalidi civili totali  senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di  età, attualmente previsto dalla legge.

La Corte stabilisce quindi che  questo  incremento  dovrà essere erogato a tutti gli invalidi civili totali  che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi  su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro.
La pronuncia non avrà effetto  retroattivo e dovrà applicarsi soltanto per il futuro, a partire dal giorno  successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 

A questo punto la parola passa al governo che deve rimodulare la disciplina  delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi  civili totali   l’effettività dei diritti  riconosciuti dalla Costituzione.

Nel 2019 erano 588.534 i percettori di  questa pensione  con un assegno riconosciuto per 13 mensilità del valore di 285,66 euro,  e una spesa totale pari a 2 miliardi e 190 milioni (+6,5% sul 2018).  Contemporaneamente  sono state pagate  indennità di accompagnamento senza vincoli Isee a una platea di 2 milioni e 222.697 beneficiari, per una spesa totale di 12,8 miliardi, in aumento del 2,54% sul 2018. 

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