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ETS: cosa accade al patrimonio delle società di mutuo soccorso in caso di trasformazione

19 Novembre 2020 in Notizie Fiscali
Fonte: Fisco e Tasse

Con Nota del 16 novembre n 12411 il Ministero del lavoro risponde ad un quesito sulle SOMS Società di Mutuo soccorso ed in particolare in merito alla disciplina derogatoria dall’art 8 co 3 Legge 3818/86 in tema di devoluzione del patrimonio.

In particolare, replica a vari interrogativi asserendo che il termine dei tre anni richiamato dall’art 43 del Codice del Terzo Settore è un termine perentorio relativamente al poter beneficiare della deroga all’art 8 ossia alla conservazione del proprio patrimonio da parte delle SOMS in caso di trasformazione in ETS o APS.

Ma vediamo il dettaglio, i quesiti posti domandavano quanto segue:

  • Se la trasformazione da SOMS a ETS o APS non dovesse avvenire entro i tre anni dalla entrata in vigore del CTS codice del terzo settore potrà ancora avvenire?
  • Se la trasformazione non dovesse avvenire le SOMS rimangono in vita conservando il loro patrimonio oppure trascorsi i tre anni senza trasformarsi, considerata obbligatoria la trasformazinoe, devono devolverlo?

Il Ministero chiarisce che la perentorietà del termine dei 3 anni dalla entrata in vigore del CTS concerne, in caso di trasformazione, la possibilità di beneficiare del sistema derogatorio suddetto e perciò la possibilità di conservare il proprio patrimonio.

Ricorda infatti che l’art 12 comma 3 del DM 106/2020 recante le modalità di iscrizione al RUNTS (in attuazione dell’art 53 del CTS) prevede che gli enti costituiti ai sensi della legge 3818/86 che entro i tre anni si trasformino in ETS o APS richiedendo l’iscrizione al RUNTS non sono tenute alla devoluzione del patrimonio se l’iscrizione è accolta.

Perciò le SOMS trascorsi tre anni possono ugualmente trasformarsi devolvendo però il patrimonio così come previsto dalla disciplina delle società di mutuo soccorso.

Qualora invece la trasformazione avvenga nei tre anni conserveranno il patrimonio e saranno assoggettate alla disciplina degli ETS degli art 9 e 50 comma2.

Si chiarisce altresì che le SOMS che non si avvalgano della disciplina di favore continuano ad operare nel rispetto della normativa di riferimento mantenendo integro il patrimonio in quanto non sono soggette ad alcun obbligo di devoluzione dello stesso come conseguenza del decorso del termine dei tre anni.

Nella nota in oggeto, per quanto riguarda la disciplina transitoria SOMS adottata in attuazione della legge 383/2000 riguardante il requisito della operatività da almeno un anno per l'iscrizione nel registro regionale, requisito non più richiesto dalla normativa del RUNTS, si chiarisce che “fino all'operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) di cui agli articoli 45 e ss., ai fini e per gli effetti derivanti dall'iscrizione degli enti nei registri attualmente esistenti, continuano ad applicarsi le norme previgenti”, in via generale si ritiene che i procedimenti di iscrizione e di cancellazione dai registri esistenti continuino ad essere regolati sulla base della normativa di settore, ancora vigente in via transitoria”

Infine nella nota si auspica che le regioni vogliano adottare una prassi interpretativa utile ad agevolare gli enti impegnati per complesso periodo di adeguamento.

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