Assegno di divorzio: si cambia?

12 aprile 2018 in Rassegna Stampa
Fonte: Il Sole 24 Ore

Sulla determinazione dell'assegno di divorzio la Corte di Cassazione sta cercando in questi giorni un punto di vista univoco  discutendone a Sezioni Unite.

Come noto una rivoluzionaria sentenza dell'anno scorso n. 11504 2017, nota come sentenza Grilli,  aveva affermato che il principio del mantenimento del tenore di vita precedente  per il coniuge economicamente piu debole non sarebbe dovuto entrare nella valutazione dei giudici, lasciando spazio invece al criterio della valutazione della autosufficienza delle due parti in causa. Si affermava infatti che se il divorzio annulla tutti gli effetti del matrimonio, non ha senso fare riferimento a quello stesso periodo nella valutazione  delle nuove disposizioni.

La decisione ha provocato moltissimi ricorsi per la rivalutazione degli assegni calcolati con il precedente sistema, che era maggioritario nella giurisprudenza in quanto avallato dalle Sezioni Unite nel 1990.

Nella requisitoria del sostituto procuratore Matera nella riunione di ieri , sembra ci sia un leggero passo indietro in quanto si raccomanda un bilanciamento delle diverse istanze  a livello di principio oltre che una attenta valutazione di ogni caso concreto . Il procuratore ha affermato che "Si può anche convenire sul fatto che il criterio dell’autosufficienza può essere preso come parametro di riferimento, ma non si può escludere di rapportarsi anche agli altri criteri stabiliti dalla legge quali la durata del matrimonio, l’apporto del coniuge al patrimonio familiare, il tenore di vita durante il matrimonio».
Per l'esito della valuzione e le motivazioni  si dovra attendere almeno un mese.
Il  principio  del tenore di vita precedente è stato  considerato non più attuale dalla prima sezione nella sentenza Grilli  I giudici, in maniera inusuale  hanno preso la decisione   senza chiamare in causa nuovamente le Sezioni Unite  senza cioè applicare le norme del Codice di procedura in base alle quali «se la sezione semplice ritiene di non condividere il principio di diritto enunciato dalle Sezioni unite, rimette a queste ultime, con ordinanza motivata, la decisione del ricorso». 

Anche per questo è stato richiesto dalla  Procura generale della Corte un nuovo pronunciamento della Cassazione in assise comune.

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